Maestro Norio Nagayama

shodō



Il Maestro Norio Nagayama è in Italia da circa 15 anni: VIII Dan della Japanese Calligrafy Federation, scuola che ha come Presidente l’Imperatore del Giappone e come Direttore il Calligrafo di corte che è stato maestro dell’Imperatrice, alcuni anni fa ha vinto un concorso e gli è stato conferito il titolo di ‘Maestro ingiudicabile’.






Copertina

Frammento dell’Intervista a Norio Nagayama tratto dal libro SHODŌ – LO STILE LIBERO

La Calligrafia giapponese, arte di antica origine e tutt’oggi viva, in Giappone è chiamata SHO DO: laparola SHO DO ( in cineseSHO DAO), che comunemente è tradotta con “arte della calligrafia” è composta da due ideogrammi: SHO, arte della scrittura, e DO, via e anche ricerca e comprensione della vita. SHO DO allora significa “ricerca e comprensione della vita tramite la pratica della calligrafia”. Per gli occidentali la parola “calligrafia” evoca la bella scrittura; in estremo oriente la calligrafiaè intimamente legata alla pittura, è un’arte e una pratica di vita. L’arte dello SHO comporta prima di tutto la padronanza del tratto, l’immediatezza del gesto, il ritmo, il controllo della forza impressa al pennello. Non si scrive con la mano e con il polso, ma con tutto il corpo, in uno stato di profonda calma e concentrazione. Un maestro calligrafo, pienamente padrone della tecnica e degli strumenti che utilizza, agisce in uno stato di totale libertà: perciò non solo l’opera compiuta affascina con la bellezza dell’armonia prodotta dall’equilibrio di pieni e di vuoti, di bianco e di nero, ma anche vedere un maestro mentre opera nello “stile libero” è esperienza di grande fascino. Il maestro osserva il foglio bianco e attende di essere pronto: improvvisamente impugna il pennello e con movimento rapido, preciso e sicuro traccia il carattere.

D: Maestro Nagayama, cosa significa ‘scrivere con il corpo’?

R: Corpo significa che arriva direttamente dal cuore. ‘Corpo’ vuol dire ‘tuo cuore’, ‘tua energia’; con il movimento del corpo è più facile raggiungere il ‘cuore’, quindi per questo motivo cominciamo dal braccio invece che dal polso, con il movimento che parte dal braccio è più facile raggiungere il corpo, no? Quindi una volta che sei arrivato al corpo, si raggiunge il cuore e allora si utilizza veramente l’energia. Anche quando fai un tratto minuscolo dovresti scrivere con il corpo, diciamo che il movimento parte dal cuore. Il pennello stesso deve diventare come il tuo corpo, non deve essere uno strumento che impugni e che ‘usi’. Se il pennello è un elemento estraneo allora disturba, e così non viene fuori la tua energia: non deve disturbare, proprio come se fosse il dito che tocca la carta. I samurai, i maestri di arti marziali, facevano con le armi questo stesso allenamento. I maestri di spada più illustri, quando erano inbattaglia, sapevano che è in un cambiamento di tocco che si muore o si vive. E questo tocco si allena con la Calligrafia, questo piccolo, minuscolo tocco e questo affinamento della sensibilizzazione: per questo i Samurai la praticavano. Come in combattimento, non si possono fare correzioni.

D: E l’errore? Basta un po’ di inchiostro in più, appoggiare poco più il pennello…

R: Sì, ma in realtà è diverso…usiamo carta raffinatissima, inchiostro raffinatissimo, pennello raffinatissimo. Basta un colpo, e il carattere è diverso, cambia, c’è una differenza: è questa differenza che in realtàè personale. Noi non creiamo una cosa personale, noi scriviamo ideogrammi, però diventa personale, perché è quello il motivo sottile che fa sì che ci sia, per esempio, una macchia qua: quella è la tua emozione che viene fuori, il tuo nervosismo, la tua fragilità, la tua forza. In questo la calligrafia aiuta moltissimo e questo tocco sembra sbagliato, ma è venuto fuori dal tuo inconscio. I buddisti dicono che nel momento in cui scrivi devi essere MUSHIN, mente-cuore vuoto, no? Cioè non devi pensare di fare una cosa, ma deve essere così, un gesto abbastanza immediato, che ti viene fuori come succede a uno che guida in autostrada, c’è un incidente, e uno bravo , senza pensare, riesce a evitare lo scontro. E’ proprio questo il movimento che riesce a fare il calligrafo, perché si è allenato tantissimo e allora quando la sua opera diventa personale è opera d’arte. Se invece fai una cosa pensata, la linea diventa debole, perché non è energia tua, ma è voluta dalla testa che pensa, quindi l’energia è già bloccata. Il gesto non è programmato: quando sento di dovermi fermare mi fermo. Il gesto non è pensato, e così come sei in quel momento, quando scrivi, così quello che sei viene fuori: oggi sono secco, allora anche l’inchiostro è secco, è diverso, e anche la carta…Alla fine dello studio capisci queste cose e ti viene fuori automaticamente. Ecco allora che ti arriva qualcosa, ti arriva questo segno, al di là delle forma o del carattere che scrivi, ti arriva un segno: come se fosse un bambino che fa un disegno meraviglioso. Così è la calligrafia, al tempo stesso raffinata, studiata e personale: è liberata.

D: All’occidentale profano appare come un insieme di segni astratti su un fondo bianco: come guardarla, cosa vede lei in una calligrafia?

R: Purtroppo il vostro occhio ha troppa poca esperienza di bianco e nero. In realtà ci sono migliaia di bianco e migliaia di nero, quindi ci sono molte tonalità diverse: dipende da come è stato sciolto l’inchiostro, dalla carta, dal pennello, da come uno lo muove… Quindi la prima cosa è la prima impressione: al colpo d’occhio si coglie la personalità che viene fuori. Poi ovviamente guardo l’estetica (architettura, armonia, ritmo), soprattutto com’è l’energiache esprime: l’energia interiore e l’energia esteriore. Ci sono calligrafie che hanno accumulato l’energia dentro, che la nascondono: altre che la buttano fuori: si vede bene l’energia che si proietta fuori nello stile corsivo mentre nel Kaisho (stile stampatello) l’energia si vede dentro. In realtà stiamo sempre scrivendo in maniera personale, che sia corsivo o Kaisho, perché ognuno ha un’energia, però deve essere libera.



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Corso di Shodō 2010-2011 a Padova

M° Norio Nagayama

2010

10 Novembre
5 Dicembre

2011

30 Gennaio
27 Febbraio
20 Marzo
22 Maggio

Gli incontri si terranno presso il JIN DOJO in via Capitello 1-2 (laterale di via Monta'), Padova.
Le lezioni si terranno di norma dalle 9.00 alle 17.00, con pausa pranzo. Sono possibili variazioni di orario.
Per facilitare l'organizzazione delle giornate si prega di manifestare la propria adesione a ciascun incontro,
scrivendo a kasumi.getsu@gmail.com.

Per ulteriori informazioni :

info@katsura.it




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Bokushin

Bokushin (“Cuore dell’inchiostro”) è il nome di due associazioni gemelle che si occupano  di calligrafia estremo orientale, presenti in Italia e in Svizzera dal 2000.

Le origini di  Bokushin risalgono all’inizio degli anni Novanta, quando il maestro calligrafo giapponese Nagayama Norio iniziò ad insegnare la propria arte in diverse città italiane e nel Canton Ticino.

L’associazione Bokushin non ha fini di lucro, si propone di diffondere la pratica e lo studio della calligrafia estremo orientale (cinese e giapponese) e di favorire la conoscenza delle sue radici culturali e filosofiche. Tra i suoi obiettivi spiccano però anche l’attenzione alla crescita personale dei singoli, al loro sviluppo interiore e la creazione di un clima di collaborazione e di amicizia.

Nelle varie sedi di Bokushin l’offerta di attività può essere differenziata, secondo le esigenze e le particolarità locali ma le maggiori iniziative consistono in lezioni di calligrafia a frequenza mensile della durata di una giornata e in lezioni serali di calligrafia a frequenza settimanale.

Dalla collaborazione tra le sedi locali, circa ogni due mesi vengono organizzati in diverse città italiane e in Svizzera, seminari di calligrafia che si tengono durante i fine settimana, della durata di tre o quattro giorni. In queste particolari occasioni si affrontano lo studio e la pratica delle diverse forme di scrittura e degli stili dei maestri del passato, la sigillografia, il montaggio delle opere, la conoscenza delle tecniche e dei materiali.

Sempre con il comune coinvolgimento delle numerose scuole locali vengono allestite mostre e organizzate conferenze, dimostrazioni pratiche e viaggi di studio in Giappone.

Quattro volte l’anno, sotto la guida del maestro Nagayama, gli allievi possono partecipare alle sessioni d’esame di calligrafia organizzati per conto della Japan Educational Calligraphy Federation di Tokyo. Le opere vengono inviate in Giappone per la valutazione e l’attribuzione dei diplomi che, come nelle arti marziali, si suddividono grosso modo in kyu per i principianti e in dan per gli allievi più esperti. Questi ultimi possono inoltre confrontarsi con i maestri giapponesi inviando le proprie creazioni ai concorsi calligrafici organizzati in Giappone dalla JECF e da altri enti che si occupano di quest’arte.

Gli scambi che nascono dal legame con quest’associazione e con i maestri calligrafi giapponesi coinvolti nelle attività straordinarie sono di particolare importanza e favoriscono una crescita nella pratica della disciplina e un ampliamento delle conoscenze generali sulle culture dell’Estremo Oriente.

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Bokushin in Italia

www.bokushin.org



Genova

Antonella Altana
Via Chiaravagna 20/1
16153 Sestri Ponente (GE)
telefono +39 010 65 00 424
kohana@tiscali.it


Milano

Antonello Casiraghi
Via San Carlo 11/C
22064 Casatenovo
telefono +39 039 996 09 33
casiraghidb@hotmail.com

Katia Bagnoli
telefono +39 02 316 455
katiabagnoli@yahoo.it


Roma

Dionino Giangrande
Via Casalbertone 171
00159 Roma
telefono +39 06 438 00 04
dionino.giangrande@aikizennokai.com


Bologna

Kirsten Einer Lillepuu
telefono +39 33 55 400 005
kirsten@chialab.it


Pisa-Lucca

Francesco Pagliarulo
Via Sterpeti 35
55054 Massarosa (Lucca)
telefono +39 0584 97 61 96
franco@altamiradecor.com


Napoli

Massimo Rossi
telefono +39 3385 68 72 57
massimorossi_015@fastwebnet.it


Biella

Patrizia Maggia
telefono +39 349 516 56 05
patriziamaggia@virgilio.it


Padova

Beatrice Testini
telefono +39 347 586 78 89
kasumi.getsu@gmail.com


Bokushin in Svizzera


Ruth Gibellini
telefono +41 091 943 59 61
ruth@microgest.ch


Bruno Riva
Via San Gottardo 147
CH – 6942 Savosa
telefono +41 079 404 93 75
bruno.riva@ti.ch

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